Sui social network, lo osserviamo quotidianamente nei commenti, specialmente in tempi di crisi sociale causati da COVID-19; l’aggressività e la mancanza di educazione emergono in commenti che molti non si permetterebbero di dire di persona.

Gli studi lo confermano; commenti sempre più maleducati e violenti stanno crescendo a dismisura sulle reti sociali. Alla fine del 2018, studi dimostrano che il 34% dei giovani americani abbia subito violenze morali sui social network, cifre che oggi risultano essere molto più preoccupanti.

Negli ultimi anni, gli esperti di condotta sociale hanno messo in guardia dagli effetti negativi e irreversibili dell’impatto dei social network sulla salute mentale dei loro utenti, in particolare i più giovani, e persino sugli “haters”, cui commenti offensivi possono essere perseguiti penalmente.

Alcuni social network stanno ponendo fine a questi eccessi, ad esempio Facebook ha annunciato la creazione di una “corte suprema” la cui funzione sarà quella di rivedere ed eliminare i messaggi offensivi e violenti sulla sua piattaforma.

Gli standard legali sono stati aggiornati per essere più efficaci quando si tratta di monitorare i crimini di molestie informatiche, e i cosiddetti “haters” possono essere denunciati alla Polizia Postale e, se l’utente in questione viene riconosciuto, è perseguibile penalmente.

La tecnologia può fornire soluzioni e mezzi parziali su determinate reti, come ad esempio rendere invisibili i “mi piace” di Instagram agli altri utenti o estendere determinati strumenti basati sull’intelligenza artificiale per aiutare a controllare gli insulti online, come il software Family Wizard.

Tuttavia, l’implementazione di queste tecnologie solleva alcune importanti domande. Ad esempio, è richiesto il consenso dell’utente? In caso contrario, i social media dovrebbero rischiare di perdere milioni di users per questo motivo? Questi limiti sono compatibili con la libertà di espressione in diversi paesi o regioni del pianeta? La tecnologia potrebbe riconoscere e valutare testi offensivi, come foto o video? Alcuni utenti potrebbero evitare le modifiche che un’App può apportare e pubblicare contenuti inappropriati, nonostante queste restrizioni? In tal caso, quali sanzioni dovrebbero essere imposte loro e, soprattutto, quale autorità sarebbe competente a perseguire e sanzionare tali pratiche? Come possiamo impedire ad alcuni social network di essere più permissivi di altri e creare un quadro comune per tutti? O queste limitazioni porterebbero a comportamenti degli utenti ancora più estremi o a una reazione ancora più violenta e controproducente?

Ci sono molti dubbi al riguardo e forse la risposta più sensata dovrebbe essere un comportamento più civico da parte di tutti noi nel mondo online, con una maggiore educazione al riguardo e con una crescita individuale e collettiva, promuovendo una buona educazione in tutte le aree della nostra vita. In breve, con un obiettivo di modifica ancora lungi dall’essere raggiunto, ma che stabilirebbe una sorta di autocontrollo individuale molto più efficace e, soprattutto, garantito dell’imposizione legislativa su larga scala.