Le nuove tecnologie di Data & Digital Workplace stanno cambiando notevolmente il volto del Retail, ma come rivoluzioneranno il ruolo del venditore?

Negli ultimi 5 anni, l’unione tra il digitale e il fisico, e l’impegno verso l’esperienza del cliente hanno assunto una dimensione considerevole nel mondo del punto vendita. Inoltre, molti attori del settore hanno deciso di investire nell’equipaggiamento dei rivenditori, attraverso strumenti di tecnologia mobile come tablet, smartphone, ecc., rispondendo quindi alle sfide della “clientela” con un servizio personalizzato al 100%, grazie a veri e propri “consulenti personali”.

 Metti il ri​​venditore al centro delle priorità

La trasformazione non si ferma qui, e, se questa prima ondata innovativa è riuscita a offrire ai clienti un’esperienza unica, non ha ancora soddisfatto le aspettative dei commercianti. E le loro preoccupazioni? Per rispondere a vari problemi operativi, i venditori cercano l’aiuto reciproco offerto dagli strumenti di collaborazione. Di fronte a questa scoperta, si sono autogestiti e hanno creato propri gruppi di dibattito su varie piattaforme come, per esempio, WhatsApp. A causa di questi strumenti non istituzionali, i marchi hanno perso il controllo, in particolare su questioni di sicurezza e verifica dei rischi di overflow collegati ai social network: è quindi molto importante far fronte a questa tendenza. Ma se diamo un’occhiata più da vicino, questi attori della vendita al dettaglio percepiscono anche molti vantaggi ricavati dall’utilizzo di nuovi strumenti collaborativi e intelligenti. È a partire da questa osservazione che gli attori del Retail si stanno imbarcando in una nuova sfida: quella di mettere il venditore al centro delle loro priorità.

 La tecnologia come risposta alle esigenze dei retailer

È su base giornaliera e sul campo che possiamo osservare il contributo degli strumenti collaborativi ai problemi operativi dei venditori. Ciò diventa evidente anche per i distributori, che stanno iniziando ora a riflettere sulla nuova esperienza utente e sugli strumenti dei loro rivenditori, affrontando quindi le sfide della digitalizzazione: più dati, più casi di clienti… e di conseguenza più complessità da comprendere per il commerciante stesso.

Inoltre, i venditori al dettaglio hanno realizzato quali possano essere le opportunità legate alle nuove tecnologie, che orchestrando diversi strumenti e soluzioni IT interconnessi, chiamati anche “componenti aggiuntivi” e applicazioni, consentono al retailer di garantire i suoi obiettivi commerciali, le sue missioni e i suoi compiti quotidiani. Non stiamo più parlando di un venditore collegato, bensì aumentato.

Per il marchio, strumenti di collaborazione “intelligenti” promuovono la coesione e la cultura aziendale, garantendo al contempo il controllo dell’ecosistema organizzativo.

 Da dove cominciare?

La parte più difficile è iniziare. Ma la cosa principale è proprio quella: l’inizio. Per intraprendere qualsiasi integrazione di strumenti collaborativi, i retailer devono rispondere a tre domande strategiche:

– Qual è il modello collaborativo da impostare e per quali usi?

– Come supportare i venditori in questa nuova ondata di trasformazione, attraverso un approccio di adozione e valorizzazione, e trasferendoli dallo status di attore a quello di vero e proprio ambasciatore della marca?

– In che modo le nuove tecnologie consentono al retailer di “passare” da un modello operativo a un modello decisionale, grazie al contributo della Data Technology e a una nuova esperienza utente?

Le possibilità sono infinite e l’avvio della trasformazione solo mediante l’implementazione di strumenti di collaborazione, come le squadre, si ridurrebbe. Questo grazie al contributo delle tecnologie che, tramite l’IA, che viene innestata su questa piattaforma “luogo di lavoro digitale”, si apre a nuove prospettive per i venditori. Pertanto, il retailer si vede “provvisto di nuovi poteri”, in grado di dare suggerimenti per prodotti personalizzati grazie alla captazione di casi d’uso e sentimenti dei clienti. E inoltre in grado di apportare ottimizzazioni alle scorte di magazzino grazie ad algoritmi che integrano i dati visivi dei dipartimenti, in grado di controllare il merchandising semplicemente scattando una foto e garantendo una migliore promozione delle nuove collezioni.

È così che la fusione degli strumenti collaborativi con l’IA apre nuove prospettive, e le possibilità diventano infinite.

Fino a che punto, e come possiamo utilizzare le tecnologie e gli strumenti digitali per ottimizzare il lavoro del venditore e l’esperienza di acquisto del consumatore? Il ruolo del retailer viene reinventato, trasformato e arricchito grazie alle nuove tecnologie. E se, in fondo, il primo traguardo fosse quello di rendere la vita del rivenditore più “piacevole” trasformandolo indirettamente un ambasciatore per il marchio?