La caratteristica principale dello sviluppo tecnologico è certamente lo strappo che opera sul mercato. Come in una corsa di resistenza, nella quale gli atleti più esperti accelerano bruscamente per scremare chi riesce a seguirli, così nell’evoluzione tecnologica c’è una successione di tecnologie sulle quali operare lo scatto per restare all’avanguardia.

Il termine intelligenza artificiale, in sigla IA, descrive uno dei principali “strappi” di questi ultimi anni. Questa espressione è via via passata dalla fantascienza alla vita reale, avvalendosi della convergenza di altre tecnologie quali internet, il cloud computing e l’Api economy. Grazie a questa strutturazione le applicazioni aziendali sono in forte crescita, e richiedono un nome meno cinematografico, come potrebbe essere “apprendimento automatico”. Il funzionamento di base è noto: una serie di algoritmi scandagliano quantità enormi di dati, cercando schemi umanamente non riconoscibili attraverso l’applicazione adattiva di algoritmi (o sequenze di algoritmi).

Progetti pilota ma reali

Per restare all’avanguardia è oggi necessario partire con progetti pilota che impieghino in azienda tecniche di apprendimento artificiale. L’approccio è molto semplice: gli algoritmi sono messi a disposizione di programmatori non necessariamente specializzatissimi attraverso Api di intelligenza artificiale in cloud il cui costo dipende direttamente dal numero di chiamate alle Api. I progetti, ancorché in fase di pilota, possono e devono essere fin dall’inizio indirizzati a punti specifici del processo di generazione di valore aggiunto.

Il mercato quindi offre la possibilità di sfruttare servizi noti per componenti di vero business al costo fisso dello sviluppo più un costo variabile con la frequenza di accesso.

L’offerta del mercato

Sul mercato esistono svariate offerte commerciali proposte, tra gli altri, da Google (Alphabet), Amazon e Microsoft. Viste complessivamente le offerte sono molto simili tra loro, anche se vengono pacchettizzate in modo diverso: l’offerta per servizi singoli può sembrare più interessante per il programmatore mentre quella complessiva può essere più chiara al decisore di spesa, ma ovviamente sono intercambiabili.

Tutti i fornitori prevedono tra l’altro piani gratuiti fino al raggiungimento di una soglia di utilizzo, solitamente sufficientemente generosa da poter gestire la fase di sviluppo e testing dell’applicazione,oltre che costi scalabili in base all’effettivo utilizzo per gestire una messa in produzione a costi sostenibili.

Per valutare i costi bisogna avere ben chiare almeno due modalità di gestione dei listini: alcuni servizi possono richiedere l’intervento di più di una Api, e la differenza tra prestazioni e servizi tra offerta di base e offerta “premium” può impattare significativamente in caso di elevati consumi di Api. Anche per questo si rimarca la necessità di partire direttamente con sperimentazioni di business e traffico reali.

Una scelta strategica

In questo settore non bisogna sottovalutare, però, l’aspetto strategico. Quali di queste tecnologie avrà rilevanza in azienda nei prossimi anni? E quale fornitore mi da le maggiori garanzie in quei settori? La valutazione va fatta non solo sui programmi ma anche sulla solidità complessiva del fornitore, in quanto oggi le cose possono cambiare nel volgere di pochi mesi, anche grazie ad una delle frequentissime acquisizioni di expertise esterno. Per fare un esempio, Bloomberg ha recentemente notato che gli investimenti di Alphabet e Microsoft sono più ampi rispetto a gran parte della concorrenza.

Tattica e strategia devono portare ad una valutazione in breve tempo, con un immediato inserimento in azienda. I corridori più esperti hanno operato un nuovo strappo: chi non reagisce subito, certamente resterà indietro.