La tecnologia blockchain è inevitabilmente associata alla sua implementazione più famosa, che gestisce e archivia in un registro immutabile le transazioni della criptovaluta Bitcoin. Di essa si conoscono bene i vantaggi quale sistema aperto, distribuito e privo di un’autorità centrale o di singolo “punto di rottura”, ma anche i limiti: un tempo di risposta tendenzialmente lungo e non certo, enorme potenza computazionale richiesta – e corrispondenti consumi energetici – e una trasparenza totale sulle operazioni.

Messa così, sono molti i motivi per ponderare attentamente il suo utilizzo in applicazioni aziendali. Fortunatamente, non tutte le blockchain devono necessariamente avere le stesse caratteristiche o le stesse dimensioni della blockchain di Bitcoin.

In base a diverse priorità tra i principi di trust tra le parti, possibilità di partecipazionevelocità di risposta/potenza computazionale e riservatezza sui contenuti delle transazioni, possiamo identificare tre diverse tipologie di blockchain: pubbliche, private e consortili. A seconda delle esigenze applicative, le aziende e le organizzazioni devono scegliere accuratamente quale modello adottare per evitare conseguenze indesiderate come l’aumento delle risorse computazionali richieste, la perdita di controllo sull’applicazione o la disseminazione incontrollata di informazioni riservate o anche solo preziose.

Blockchain pubbliche

In una blockchain pubblica come quella di Bitcoin, chiunque può partecipare eseguendo transazioni e anche impiegando la potenza di calcolo dei propri sistemi per convalidare ed elaborare le transazioni di tutti gli altri. Quando la maggioranza dei partecipanti risolve complicati problemi matematici (viene raggiunto un consenso, nel gergo blockchain), le nuove transazioni vengono convalidate e aggiunte alla catena, che è e rimane accessibile a chiunque.

In una blockchain di questo tipo quindi nessuno si fida di nessuno (non c’è un’autorità centrale), tutto è estremamente trasparente (non c’è riservatezza delle informazioni), la partecipazione libera può da un lato far crescere le dimensioni in modo incontrollabile, ma dall’altro anche garantire le risorse computazionali necessarie a gestire le transazioni.

Blockchain private

In una blockchain privata, il creatore della catena mantiene ilcontrollo totale sulle transazioni ed è l’unica autorità che le convalida. Può decidere di invitare nuovi membri per aggiungere informazioni alla catena, leggerle soltanto, e in quale misura farlo.

Per questi motivi, molti sostenitori di blockchain quale strumento rivoluzionario e democratizzatore, ritengono che l’implementazione privata non abbia vantaggi rispetto a un database centralizzato con tracciabilità delle modifiche. Detto ciò, ci sono numerosi casi d’uso in cui un’organizzazione può avere la necessità – a fini di audit, compliance o altro – di istituire un registro di operazioni interne che possa essere verificabile dai suoi membri o da terze parti accreditate.

Nelle blockchain private è necessario fidarsi dell’owner della catena, l’accesso alle informazioni in scrittura e lettura può essere concesso arbitrariamente solo ad alcuni membri, e le prestazioni sono generalmente più elevate e soprattutto controllabili.

Blockchain consortili

Una blockchain consortile si pone a metà strada tra blockchain pubbliche e private: la partecipazione è ristretta a un gruppo predefinito di attori, ma nessuno di essi esercita un ruolo centrale. Come nelle blockchain pubbliche, è necessario che i partecipanti convalidino le transazioni, e abbiano quindi visibilità sulle stesse. Al di fuori del gruppo dei partecipanti, è possibile concedere a terzi la possibilità di leggere le informazioni, integralmente o solo in parte.

È forse una delle implementazioni più promettenti per le imprese che devono condividere informazioni e transazioni verificabili e non modificabili con partner o attori di una filiera. Non è necessaria una fiducia cieca in nessuno dei partecipanti, ed è possibile limitare l’accesso alle informazioni. L’infrastruttura computazionale è condivisa tra tutti i partecipanti, cosa che conferisce caratteristiche di ridondanza e scalabilità.

Quale scegliere e in che forma

La scelta tra l’una o l’altra implementazione ha quindi importanti conseguenze sul grado di controllo, sulla scalabilità e sull’accesso alle informazioni. Quest’ultimo punto in particolare dovrebbe essere attentamente considerato. In un mondo in cui i dati e soprattutto i meta-dati hanno un enorme valore, lasciare che questi siano liberamente accessibili da soggetti terzi può esporre l’azienda al rischio di favorire concorrenti o nuovi attori in grado di utilizzarli.

In sintesi: ci sono molti validi motivi per cui una blockchain aziendale può portare grandi benefici, ma la sua progettazione deve essere attenta e chiara fin dall’inizio, prevedendo i possibili sviluppi futuri e le loro conseguenze.