Johannes Diemer, consulente per l’Industria 4.0 presso DXC Technology, ha risposto alle domande di Helen Beckett di BVEx sui ruoli che le partnership, gli ecosistemi e le piattaforme federate aperte avranno nella produzione futura. DXC è un protagonista in tutti e tre gli ambiti con la sua piattaforma per l’Industria 4.0 e con tre importanti alleanze industriali.

BVEx: Come possono aiutare le partnership nel forgiare e guidare gli ecosistemi e l’Industria 4.0?

JD: DXC riconosce il ruolo critico degli ecosistemi nell’Industria 4.0 e ha intrapreso numerose alleanze strategiche per creare prototipi funzionanti per una produzione intelligente e connessa. I nostri partner includono il Fraunhofer Institute, con il quale abbiamo creato una piattaforma federata aperta, e un luogo di produzione sicuro chiamato Virtual Fort Knox (VFK).

I nostri altri importanti partner della ricerca e dell’ecosistema includono ARENA2036, un consorzio chiuso che sta sperimentando nuovi materiali, modelli futuri di produzione e processi aziendali per l’industria automobilistica, e Industrial Data Space, partner importante per DXC che si occupa della costruzione della sovranità dei dati in un mondo di ecosistemi.

BVEx: Qual è la storia dietro alla partnership tra Fraunhofer e DXC?

JD: L’Istituto Fraunhofer di Ingegneria, Produzione e Automazione (IPA) è il partner principale di DXC per la generazione di idee e nuovi casi di utilizzo nell’Industria 4.0. Usiamo le loro capacità per il lavoro di proof-of concept (PoC). Quando nel 2011 ho iniziato a lavorare su nuove idee per la produzione agli albori dell’Industria 4.0, ho esaminato i possibili partner di ricerca. L’IPA si è rivelata altamente impegnata nei nuovi concetti di automazione e produzione, tra cui l’utilizzo di applicazioni per la produzione. Il capo della Fraunhofer Institute IPA ha invitato DXC a impegnarsi in un nuovo tipo di ricerca in Germania chiamato cluster ad alte prestazioni, che rappresenta un insieme di industria e scienza per guidare attività di ricerca su larga scala.

Abbiamo proposto l’utilizzo di applicazioni in un ambiente di produzione (Apps@Production), allora un’idea piuttosto innovativa, e abbiamo ricevuto finanziamenti statali per sviluppare la piattaforma (il futuro VFK) nel Baden-Württemberg, il centro regionale della manifattura tedesca. Abbiamo lavorato molto strettamente con IPA e il risultato è un modello di riferimento per una nuova piattaforma sicura ICT per le aziende produttrici, che è poi il prototipo del VFK. Oltre a sviluppare la tecnologia, abbiamo anche fatto ricerche sugli aspetti organizzativi e aziendali, nonché sulla funzione di sicurezza. Si è trattato di un investimento enorme che ci dà un forte vantaggio in questo campo.

BVEx: Quali innovazioni hanno realizzato Fraunhofer IPA e DXC?

JD: Un problema critico in cui abbiamo raggiunto una svolta è stato il determinare quale ruolo la fiducia e l’accettazione possano svolgere nella creazione di una piattaforma di produzione federata. Abbiamo costruito un ecosistema sicuro per rassicurare e attirare potenziali utenti che si chiedono ad esempio perché dovrebbero utilizzare la piattaforma Virtual Fort Knox, oppure se le loro conoscenze commerciali e le loro proprietà intellettuali siano sufficientemente protette nel quadro della cooperazione.

Queste sono le domande tipiche a cui si deve rispondere non solo in maniera tecnica, ma anche tenendo conto degli aspetti socio-emotivi. Raggiungere l’accettazione richiede una chiara proposta di valore per ogni partecipante, un approccio di sicurezza convincente, incluso il set-up organizzativo e, infine, la fiducia. Lo chiamiamo “il triangolo dell’accettazione” e la fiducia è un terzo fattore essenziale costruito sulla trasparenza e sulla comunicazione.

Inoltre, abbiamo scoperto che la partecipazione attiva è un aspetto importante della fiducia; l’essere impegnati e l’avere il beneficio dell’appartenenza garantiranno all’esperienza di avere un ruolo molto importante a livello di influenza. Ecco perché raccomandiamo che la piattaforma sia gestita da approcci collaborativi.

BVEx: Che cosa avete imparato dalla partnership?

JD: Prima di tutto, quando ho iniziato a impegnarmi nell’ambiente di produzione, ho imparato che gli addetti alla Operation Technology (OT) usano un linguaggio completamente diverso dal mio e lo stesso succede per quello degli ingegneri e degli esperti di automazione. La partnership con IPA ci ha aiutato a superare quelle lacune di comprensione causate dalle differenze gergali. Inoltre, ho imparato quanto sia importante combinare tra loro le varie capacità. Questa condivisione è stata molto produttiva e la partnership mi ha portato a concepire un modo completamente diverso di pensare a come risolvere i problemi di produzione.

Siamo in grado di ottimizzare più punti di vista concentrandoci sull’applicazione finale e questo, a sua volta, mantiene l’ecosistema focalizzato. Diversi punti di vista dal settore OT, che pensa in termini di produzione, sono combinati con il modo di pensare IT, che è più correlato al business vero e proprio e orientato al rapporto con il cliente. E ovviamente è anche una relazione basata sulla fiducia. Abbiamo fatto un grande passo avanti e la nostra reputazione si è rafforzata.

BVEx: In cosa consiste invece la partnership con ARENA2036?

JD: ARENA2036 è un consorzio chiuso che coinvolge Fraunhofer IPA e Daimler e  si occupa della scienza dei materiali e della produzione. Il consorzio è stato fondato dal produttore tedesco Daimler che ha voluto indagare sul futuro della produzione dei motori. La convinzione al momento della presentazione della proposta iniziale era che la produzione automobilistica sarebbe cambiata completamente. Due aspetti in particolare riguardavano da vicino Daimler:

  • I materiali sarebbero cambiati, con tecnologie composite destinate a rimpiazzare la produzione di metalli
  • La produzione non avrebbe più riguardato la produzione sequenziale ma la mobilità e ciò avrebbe richiesto tecniche e modelli di produzione flessibili e adattivi. La linea di produzione si è già evoluta in isole produttive e i prodotti possono essere smaltiti in diversi modi attraverso diverse stazioni di produzione.

DXC è stata invitata a partecipare per contribuire alla ricerca sulla produzione flessibile. Il consorzio sta compiendo una ricerca altamente confidenziale e la partnership con ARENA2036 fornisce a DXC l’accesso a future idee sui prodotti e agli ecosistemi di Bosch, Siemens, Festo e altri grandi produttori tedeschi.

BVEx: quali altri vantaggi portano i consorzi?

JD: ARENA2036 è la piattaforma ottimale per migliorare continuamente lo sviluppo dei progetti dell’Industria 4.0 di DXC. Altri membri del consorzio includono pesi massimi come Bosch, Siemens, Kuka, Pilz e Faro e le nostre interazioni con questi produttori hanno già introdotto un nuovo tipo di approccio nel nostro lavoro con i clienti. Introducendo l’idea di proposta di valore nella linea e nei processi d produzione, possiamo aiutare i produttori e i nostri partner a capire come ottenere un impatto ottimale.

Una motivazione secondaria per l’adesione di DXC all’alleanza è accedere a nuove idee e a un ecosistema che, come integratore, ci permetterà di elaborare nuove soluzioni end-to-end a vantaggio dei nostri clienti.

BVEx: Cos’è l’Industrial Data Space (IDS)?

JD: Non appena i processi, i prodotti e i servizi diventano più ricchi di contenuti digitali, creando innovazione e nuovi modelli di business, la cooperazione digitale e lo scambio della catena di valore tra partner devono essere sicuri e attendibili. In particolare, poiché i dati sono scambiati tra integrazione verticale, cicli di vita dei prodotti e catene di rifornimento orizzontali, la sovranità dei dati deve essere mantenuta. Inoltre, la proprietà intellettuale degli utenti di questi dati deve essere protetta.

Per creare e garantire queste condizioni, dodici istituti tedeschi Fraunhofer hanno avviato un triennale Progetto di ricerca sullo spazio industriale dei dati finanziato dal governo tedesco con i seguenti obiettivi:

  • Progettare un modello di architettura di riferimento per lo spazio dati industriale
  • Guidare il modello di architettura di riferimento in casi selezionati

BVEx: Perché la sovranità dei dati è critica nell’Industria 4.0?

JD: Lo scambio sicuro dei dati è necessario per realizzare il potenziale dell’industria 4.0, ma dal punto di vista giuridico siamo ancora in un territorio piuttosto incerto. Secondo la legge infatti i dati hanno proprietà e quindi copyright una volta che vengono utilizzati, ma ai fini dell’industria 4.0 è necessario proteggere i dati anche in uno scenario pre-concorrenziale e pre-operativo.

Il senso dietro a IDS è proteggere la proprietà dei dati e il diritto d’autore in contenitori posti a livello di comunicazione dell’infrastruttura. Questi contenitori sono configurati in modo da essere accessibili solo agli utenti legittimi in possesso dei corretti privilegi. L’iniziativa di IDS può essere applicata anche all’assistenza sanitaria, al settore pubblico ecc.

BVEx: Come è coinvolta DXC nell’IDS?

JD: DXC è stata invitata a partecipare all’IDS per merito del nostro grado di innovazione e per i nostri sforzi profusi nella creazione della piattaforma federale aperta per l’Industria 4.0. All’inizio non esisteva alcun allineamento tra Industria 4.0 e IDS; ora invece c’è perché ha perfettamente senso incorporare il concetto di contenitori di dati sovrani e garantire che questi seguano le regole del requisito di sicurezza descritto nel sistema federato.

BVEx: Qual è il ruolo che DXC gioca come leader di pensiero nell’Industria 4.0?

JD: Per DXC, con la sua lunga e orgogliosa eredità nell’ingegneria e nella produzione, bisogna unire gli sforzi fatti per l’Industria 4.0 a quanto ottenuto dalle partnership con ARENA2036, Fraunhofer, IDS e altri. Far parte di una vasta leadership di pensiero, contribuendo alle idee e partecipando agli ecosistemi, significa aiutare a modellare il futuro della produzione e a trasformare questa visione in qualcosa di reale e tangibile.

Ora sono a capo del gruppo di lavoro per la ricerca e l’innovazione della Platform Industry 4.0 e anche membro del comitato consultivo scientifico. Visto che i processi di standardizzazione per la digitalizzazione industriale stanno cambiando, la Germania ha deciso di creare un apposito Consiglio di standardizzazione, con lo scopo di coordinare la standardizzazione consensuale del mondo OT con gli sforzi basati sul consorzio del mondo IT. DXC sta contribuendo ai gruppi di lavoro e alle attività del Consiglio di standardizzazione.

Johannes Diemer è stato il coautore di “Raccomandazioni di attuazione per il futuro progetto dell’industria 4.0” per il governo federale tedesco.