Si parla sempre di più della blockchain, un database distribuito e immutabile, ad accesso “democratico” ovunque nel mondo, con certezza delle transazioni e dei relativi orari. L’accesso può avvenire da parte sia di workflow gestiti da persone oppure software, sia di elettroniche nell’ampio ambito dell’Internet of Things. La sua penetrazione sul mercato potrebbe renderla disponibile ovunque nel mondo in tutte le sue fasi, facendola passare dallo status di “tecnologia” a quello di “infrastruttura”. Per questo c’è chi ritiene che Blockchain possa rappresentare una nuova Internet, più ampia della precedente, assolutamente essenziale nel contesto delle organizzazioni.

La blockchain non ha i problemi delle criptovalute

Vale la pena ricordare che la blockchain non è forzatamente collegata con una o più criptovalute quali Bitcoin, Ethereum, Moneta e circa duemila altre (al febbraio 2018): queste entità si appoggiano su una versione particolare del database, che contribuisce a creare uno stack di applicazioni a più livelli. Di ogni livello -quindi anche della blockchain- esistono sul mercato più versioni.

Spesso i media confondono le criptovalute (tra cui Bitcoin) e la blokchain, creando confusione. Le criptovalute sono spesso associate ad estrema volatilità nel valore di scambio e a un enorme consumo di risorse (computazionali ed energetiche); alcuni tecnici vedono come un problema la non scalabilità della blockchain di bitcoin e simili.

Ovviamente nessuna di queste tre situazioni crea problemi nell’uso della blockchain come database.

Certo i dati non sono di per sé volatili, né i processi non finanziari richiedono l’estrema competitività che spinge ad avere risorse hardware così ingenti. In azienda non è un problema neanche la non scalabilità, sia perché in genere un sistema di gestione di processi può essere gestito da una implementazione standard, sia perché la comunità internazionale ha già proposto alcuni correttivi adeguati.

Aprire una blockchain: strategia e Roi

In prima istanza, che è quella utile per l’azienda, non serve nulla di particolare: bastano risorse hardware e umane già attive per la gestione dell’Ict. L’hardware tradizionale e le relative connessioni di rete restano le stesse ed esiste una vasta selezione di software tra cui scegliere. Come database distribuito per le operazioni aziendali, che sia privato, pubblico o condiviso, la blockchain non ha quindi nessuna controindicazione.

Se la parte tecnica è tutto sommato semplice, è necessario invece concentrarsi attentamente sulla progettazione e implementazione dei servizi.

L’adozione in azienda può essere facilitata dall’applicazione d’una strategia. Al riguardo, il white paper di DXC Beyond the buzz: Blockchain from myth to practice articola una strategia su quattro fasi: Awareness, Test & Learn, Return on investment, Integration & Deployment. In particolare la fase di Roi comprende tre sottofasi:

  1. mettere on-line la propria blockchain
  2. sviluppare nuovi servizi basati su di essa
  3. integrarsi con altre blockchain similari o collaborative

All’interno della blockchain, la ricerca dei dati può essere migliorata tramite app specifiche dette smart contracts, che regolano automaticamente le trattative tra agenti, ed attivano servizi qualora siano soddisfatte determinate condizioni.

Il libero accesso ai dati di filiera per estrarne valore è il sogno proibito di qualsiasi intermediario. Analogamente, chi genera dati in quanto raccoglitore di materie prime, trasformatore, produttore o distributore di beni e servizi, ha una maggior facilità di raccolta e gestione dei dati da una archiviazione distribuita. I tempi sono ridottissimi, l’integrità della catena di elaborazione del dato è garantita, la transazione immutabile.

Vantaggi e svantaggi: aumenta l’attenzione

Questo sistema di registrazione dei dati permette un elevatissimo numero di vantaggi. Innanzitutto i dati sono accessibili a chiunque faccia parte della filiera di produzione del bene, processo, workflow o servizio; gli stessi dati possono essere resi accessibili anche dagli utenti. Le possibilità applicative sono moltissime, basti pensare al sistema di tracking per la gestione degli ordini tramite robot nei warehouse di Alibaba o Amazon, che poi diventa il sistema di consegna di pacchi con tracking certo passo per passo, fin sul nostro smartphone.

Il principale svantaggio è che la competizione aumenta e diventa difficilissimo ricavare enclavesdistributive protette. Il miglioramento delle condizioni locali ha effetto sulla competizione globale, che può arrivare da punti imprevisti. L’attenzione alle applicazioni che il mondo intero può esercitare sui dati per noi rilevanti diventa quindi il rovescio della medagli in una attività basata su una blockchain che non sia stata correttamente progettata in modo sicuro fin dall’inizio.