La conquista della fiducia è sempre stata un fattore fondante delle relazioni tra aziende e tra i consumatori e i brand. Il business digitale non è differente sotto questo punto di vista. Il fatto è che il compito ora è incredibilmente più grande e l’obiettivo è più critico, perché tutti nella filiera – dal cliente al broker, dal fornitore al distributore – sono tutti interconnessi digitalmente. Una interruzione in un punto della catena, fa sì che tutti ne soffrano le conseguenze.

Gartner è solo uno dei tanti analisti che stanno esortando le aziende ad abbracciare le pratiche che abilitino e misurino il “digital trust”. L’analista Kristin R. Moyer dice: “I CIO che stanno costruendo business digitali devono usare un indice per misurare il grado di fiducia digitale (digital trust) per migliorare la trasparenza, sfruttando l’ecosistema di persone, aziende e cose per creare e distribuire valore, e per aiutare a migliorare le prestazioni complessive del business”,

Questo approccio molto concettuale al tema del digital trust può però essere poco stimolante nei confronti del top management. Gli executive nei consigli di amministrazione potrebbero chiedere perché gli investimenti in questo campo dovrebbero essere una priorità, se non si possono vedere immediati guadagni, o rischi. Un’iniziativa di DXC Technology e del Fraunhofer Institute in Germania, volta a costruire una piattaforma di Smart Connected Manufacturing, illustra efficacemente l’importanza enorme del digital trust, con una dimostrazione concreta.

Johannes Diemer di DXC Technology, co-autore di Implementation Recommendations for the Industry 4.0 Future Project per il governo federale tedesco, spiega che: “Un punto critico su cui abbiamo fatto un grande balzo in avanti è stato determinare quale ruolo la fiducia e l’approvazione giochino nella creazione di una piattaforma manifatturiera federata. Abbiamo costruito un ecosistema sufficientemente sicuro da rassicurare e attrarre i potenziali utenti”.

Ottenere l’approvazione delle aziende per il dimostratore, chiamato Virtual Fort Knox, ha richiesto una chiara value proposition per ciascun participante, un approccio alla sicurezza convincente, a partire dall’impostazione organizzativa, per arrivare infine alla fiducia. “Noi lo chiamiamo il triangolo dell’accettazione: e la fiducia è un essenziale terzo fattore, costruito sulla trasparenza e la comunicazione, che trasferiscono gli altri due valori”, prosegue Diemer.

Ulteriori fattori che contribuiscono alla creazione di fiducia sono la partecipazione attiva da parte degli utenti della piattaforma e le rassicurazioni sulla proprietà e giurisdizione dei dati. Scambiare dati in modo sicuro assicurando che i record mantengano la propria sovranità è necessario per realizzare il pieno potenziale dell’Industria 4.0, ma la questione non è stata del tutto risolta dal punto di vista legale in molti sistemi legali europei.

“Nella giurisprudenza, i dati hanno un proprietario e quindi gli si applica un copyright nel momento in cui vengono usati. Per gli scopi dell’Industria 4.0, però, c’è il requisito di proteggere i dati in uno scenario pre-competitivo in cui vengono scambiati durante la creazione del valore”, evidenzia Diemer. L’emergere di piattaforme aperte, federate e sicure, come quella del progetto pilota per lo Smart Connected Manufacturing di DXC e Fraunhofer, fornirà i mezzi per costruire una forte fiducia digitale nelle reti del valore.